Speciale fitness: addome piatto definito in poche settimane!

Ho consigliato qualche tempo fa ad un mio cliente un programma di allenamento  da seguire scrupolosamente per alcune settimane per prepararsi alla prova costume, finalizzato quindi a togliere la pancia ed a tirare fuori gli addominali: dopo 5 settimane i risultati sono stati eccellenti!

l programma che va seguito in modo rigoroso può dunque richiedere diversi tempi a seconda di alcune variabili (sesso, età, preparazione atletica di base, stato fisico di partenza, problemi congeniti di varia natura), ma i risultati sono comunque visibili in modo molto rapido e, se non “giorno dopo giorno”, a distanza di 3/4 giorni dal precedente controllo sarà possibile notare un calo di peso e lo specchio rifletterà un’immagine sempre migliore.

Riassumendo, il programma consiste in:

  1. una buona dieta metabolica;
  2. assunzione di molti liquidi per evitare la ritenzione idrica;
  3. allenamento aerobico;
  4. allenamento di addominali e fianchi;

Andiamo per gradi.

1. Dieta

Si tratta di un semplicissimo regime alimentare equilibrato che chiunque può seguire, in cui si mangia bene ed in modo organizzato, eliminando i cibi che fanno notoriamente ingrassare.

2. Ritenzione idrica

Come suggerito stesso nella dieta, è necessario bere molto (specialmente nei periodi caldi) per eliminare i liquidi in eccesso. E’ consigliabile comunque bere del tè verde.

3. Allenamento aerobico

Essendo un programma di allenamento da svolgere in casa, è sufficiente effettuare al mattino, prima di colazione, almeno 30 minuti di corsa o bici nei giorni lunedì, mercoledì e giovedì.

4. Allenamento addominali e fianchi

Eseguirete dunque l’allenamento aerobico il lunedì, il mercoledì ed il giovedì: nei giorni martedì e venerdì, invece, alleneremo con il mio programma “Speciale” gli addominali ed i fianchi (almeno 3 ore dopo pranzo, prima dello spuntino pomeridiano).

Andrea Caccamo
Personal trainer & Diet Coach
Club Manager co MC SPECIAL ONE SA
Via Lucchini 7 6900 Lugano
+41(0)79 2701 364

 

CELLULITE ED ALIMENTAZIONE

La cellulite è un problema diffusissimo che colpisce un gran numero di donne. Pochissime sono le donne che non conoscono questo problema, infatti colpisce circa otto donne su dieci, in maniera più o meno grave.

Diagnosi e terapia alimentare

E’ evidente che più la diagnosi è precoce, più aumentano le possibilità di successo della terapia, ma questo non è per niente facile da fare perché le alterazioni iniziali non sono visibili ad occhio nudo, per cui occorrono degli strumenti specifici.
Innanzitutto occorre fare una distinzione tra quelle forme di adiposità localizzata , definite impropriamente cellulite, in cui le cellule adipose sono perfettamente normali e non alterate, e la cellulite vera e propria in cui avviene un processo patologico. Si tratta di una malattia che interessa non solo le cellule adipose ma anche il tessuto interstiziale (il tessuto tra cellula e cellula) e i vasi sanguigni più piccoli, che sono le venule ed i capillari sanguigni. L’alterazione di questi vasi, con conseguente difetto di irrorazione dei tessuti circostanti, determina un raffreddamento delle zone interessate che può essere rilevato con particolari strumenti. Più la situazione degenera, più fredda sarà la cute, a causa di una diminuita irrorazione sanguigna.

Per intervenire sul problema innanzitutto, è bene rivolgersi ad un medico, che farà un’accurata anamnesi e prescriverà opportuni esami del sangue (glicemia, uricemia, colesterolemia…): questo servirà ad individuare precisamente dove è avvenuta l’alterazione dell’equilibrio cellulare e solo così il nutrizionista potrà consigliare un regime alimentare mirato.

Possono comunque essere consigliate alcune regole generali da seguire: la prevenzione inizia sulla tavola.
Un corretto stile di vita, un’alimentazione equilibrata ed adeguata fanno sì che pesantezza, gonfiori alle gambe e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati. Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di un insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad un’alimentazione scorretta.
E’ fondamentale, dunque una corretta “educazione alimentare”, sapere cioè qual è il modo corretto di mangiare non solo riguardo alla quantità, ma anche riguardo alla qualità , sia che si debba mantenere il peso corporeo, se giusto, sia che si debba dimagrire con una dieta ipocalorica.

È di fondamentale importanza, inoltre, prendere in considerazione il problema dell’assunzione di acqua durante la giornata. Uno dei luoghi comuni che confondono le idee sulle strategie contro la cellulite afferma che bisognerebbe bere poca acqua.
Niente di più sbagliato: è sempre consigliabile, al contrario, consumare molta acqua. Un litro e mezzo al giorno è la quantità di acqua minima da assumere, magari lontano dai pasti per non diluire i succhi digestivi, permettere una buona diuresi e un’eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto.
Particolare attenzione va messa soprattutto nella lettura delle etichette delle acque minerali, che, apparentemente uguali, possono risultare utili o controindicate secondo la quantità di minerali in esse disciolti: per chi soffre di ritenzione idrica, naturalmente, sono controindicate quelle ricche di sodio.
Quelle con il minor rischio di controindicazioni sono le acque oligominerali, che, oltre al rapido assorbimento gastrico, hanno il pregio di depurare le vie urinarie ed epatiche, favorendo l’eliminazione dell’acido urico.

Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna prestare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti. Il sale è il nemico numero uno per una dieta anticellulite.
Dunque la prima regola da seguire per chi soffre di ritenzione idrica, o per chi intende prevenirla, è di ridurre l’assunzione di sodio: sostanza che il nostro organismo assume principalmente sottoforma di cloruro (il comune sale da cucina). Il sodio trattiene acqua all’interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l’esterno.
A prescindere dal fatto che alcune persone sono geneticamente predisposte a trattenere il sodio (circa 1/3 degli ipertesi lo è), molte diete (soprattutto quelle occidentali) tendono ad apportare eccessive quantità di sodio. Ciò è causa di un’alterazione nei meccanismi di equilibrio idro-salino, con conseguente alterazione della pressione sanguigna, dell’equilibrio corporeo acido-basico, della contrazione muscolare e della trasmissione nervosa.

Nel sodio complessivamente assunto durante il giorno, però, non bisogna considerare solo il sale da cucina, ma 

 

anche tutti quei prodotti utilissimi per condire, ma ricchi di sodio, come: i dadi, le salse, le conserve, ecc. Rinunciare ad un po’ di sale non significa fare a meno dei sapori perché può essere sostituito con gli usuali aromi da cucina quali timo, lauro, basilico, cipolla, prezzemolo e aglio .

Vista, però, la difficoltà a rinunciare ai sapori “forti”, un buon metodo sarebbe quello di seguire alcuni semplici consigli, come:

  • non mettere il sale direttamente sulla pasta o sul riso, ma aggiungerlo solo all’acqua di cottura;
  • evitare i cibi in scatola;
  • optare per cotture semplici (vapore, griglia);
  • consumare frutta ricca di vitamina C e sostanze antiossidanti;
  • consumare più verdure, che saziano e sono poco caloriche;
  • prestare sempre attenzione alle etichette nutrizionali degli alimenti, escludendo quei cibi che presentano come primo ingrediente il sale (anche sottoforma di altri nomi, come: Na, cloruro di sodio, fosfato monosodico, bicarbonato di sodio o glutammato di sodio);
  • evitare cibi molto salati, salumi, formaggi grassi e fermentati, fritti, scatolame, bevande dolcificate, succhi di frutta con sciroppo, alcolici, cioccolato, caffè, the forte;
  • bere molta acqua non gasata, che aiuta ad eliminare attraverso le urine i liquidi trattenuti dai tessuti;

Banditi gli eccessi di caffè (oltre 2-3 tazzine il giorno), di cioccolato e di bevande alcoliche (come vino, birra e liquori), poiché affaticano il fegato impedendo di espellere le sostanze di rifiuto.

Da preferire invece gli alimenti freschi, ricchi di vitamine e sali minerali ad alto contenuto di fibra (sostanza che facilita la digestione e combatte la stitichezza), vitamina C, E e Potassio.

Frutta e verdura, (finocchi, indivia, sedano, carciofi, asparagi, carote, arance, kiwi, pompelmo, prugne fresche, albicocche e pesche) sono quindi da consumare in grandi quantità sia sotto forma di succhi, sia di centrifugato perché, sono da prediligere quelle che ricche di potassio, sostanza capace di contrastare il sodio (che al contrario favorisce la ritenzione idrica), come piselli, patate, lenticchie, cipolla (soprattutto se viene consumata cruda), che hanno proprietà diuretiche, facilitando l’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle sostanze di rifiuto. Inoltre il loro apporto di fibra fa aumentare la velocità del transito intestinale, facilitando l’evacuazione delle scorie alimentari (un buon funzionamento dell’intestino è un altro punto fondamentale per combattere efficacemente il disturbo), riducendo l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi, senza disturbare l’utilizzazione delle proteine e degli oligoelementi (ferro, rame, selenio, zinco, magnesio e calcio).

Particolare attenzione va riposta nei mirtilli che contengono un gran quantitativo di sostanze vasotrofiche dette rutosidi, protettrici delle pareti dei vasi. Di bioflavonoidi, veri alleati di una buona microcircolazione, sono invece ricchi i frutti di bosco e di sottobosco. Tutta la frutta ricca di acqua come anguria, melone, fragole ha azione diuretica e ancora di più quella con alto contenuto in potassio come albicocca, ananas, ribes, ciliegia.

Per una Consulenza personalizzata potete contattarmi:

Andrea Caccamo
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Dieta metabolica

IMG_0388Dieta rivolta a chi ha difficoltà a dimagrire con le diete tradizionali e ha bisogno di velocizzare il proprio metabolismo.

Dimagrire può essere difficile a causa del metabolismo, l’insieme dei processi di trasformazione dei nutrienti in energia. In alcune persone quest’attività è più lenta del normale: gli zuccheri e i grassi vengono elaborati e smaltiti con un processo rallentato. Ma ci sono alcuni cibi che, opportunamente inseriti in una dieta ipocalorica, possono interferire positivamente con questo meccanismo. Sono alcuni alimenti proteici come carne, pesce, uova, alcuni tipi di frutta e verdura, il caffè.

Calorie: circa 1.200/1400
Quanto si perde: 4-5 chili
Durata: un mese
A chi è adatta: a chi ha difficoltà a dimagrire con le diete tradizionali e ha bisogno di velocizzare il proprio metabolismo.

CHE COS’E’ IL METABOLISMO
II metabolismo è l’insieme dei processi chimico-fisici che trasformano il cibo in energia, necessaria per il funzionamento dell’organismo. Può essere considerato l’artefice del peso corporeo: se accelera si dimagrisce, se rallenta si ingrassa. E’ la ghiandola tiroide (situata nella parte inferiore del collo) a produrre gli ormoni che regolano l’intensità del metabolismo, cioè il modo e la velocità con cui l’organismo utilizza le sostanze assunte per produrre energia. Per questo di fronte a ingiustificati e significativi cambiamenti di peso bisognerebbe controllare la funzionalità con un semplice esame del sangue che si chiama dosaggio degli ormoni tiroidei. Il processo metabolico comprende due fasi opposte che si succedono e si sovrappongono continuamente: la fase anabolica durante la quale si formano sostanze complesse a partire da sostanze più semplici, per immagazzinare materiale di riserva energetico; la fase catabolica, che scinde i materiali di riserva in sostanze più semplici per produrre energia, eliminando gli scarti di questo processo attraverso i reni, l’intestino, la cute, i polmoni.

NORMALE ,VELOCE, LENTO
II metabolismo può essere suddiviso in tre categorie: normale o neutro, veloce, lento. Nel primo caso la persona non soffre di particolari disturbi, i suoi processi biochimici sono equilibrati, è normopeso; nel secondo caso, invece, le reazioni energetiche si svolgono troppo rapidamente: zuccheri e grassi vengono bruciati molto in fretta. E’ il caso delle persone eccessivamente magre e scattanti, spesso irrequiete e nervose. Chi ha il metabolismo lento, invece, brucia zuccheri e grassi più lentamente del normale, ha quindi qualche chilo di troppo, una certa tendenza al gonfiore, può avvertire sensazione di spossatezza nell’arco della giornata e presenta un ritmo cardiaco e respiratorio lento. Per avere un’ulteriore conferma di come funziona il proprio metabolismo ci si può sottoporre ad alcuni esami che si possono fare presso gli ospedali pubblici. Uno dí questi è il test che misura il metabolismo basale, cioè esprime la quantità di energia necessaria per far funzionare l’organismo a riposo (permettendogli quindi di respirare e di mantenere attive tutte le altre funzioni vitali). Chi ha un metabolismo veloce utilizzerà più energia anche o riposo, viceversa chi lo ha lento avrà valori inferiori a quelli considerati standard. E’ utile poi controllare la funzionalità degli ormoni tiroidei (T3 e T4) e surrenali (glicocorticoidi e cortisolo), che condizionano notevolmente il metabolismo. Anche in questo caso, se i valori sono più bassi rispetto a quelli considerati normali, il metabolismo e lento, viceversa è veloce.

RIDURRE TROPPO LE CALORIE NON SERVE

Spesso, quando ci si accorge che pur mangiando poco non si dimagrisce, si diminuiscono ulteriormente le calorie. Questa soluzione oltre a non essere sana non è nemmeno utile. Quando il corpo umano riceve poco cibo, infatti, reagisce come quello degli animali che vanno in letargo: rallenta i processi fisiologici e diminuisce i consumi calorici attraverso il rallentamento del metabolismo. Il che si verifica proprio quando si seguono diete drastiche, che forniscono soltanto 700-800 calorie al giorno e che finiscono per provocare un rallentamento metabolico anche del 20 per cento. Ecco perché eccessive restrizioni caloriche producono l’effetto opposto a quello che si vuole ottenere: si tende a ingrassare più facilmente. Per rendere attivo ed efficiente il metabolismo è anche importante il numero dei pasti consumati nella giornata: più questo è alto, maggiore è l’effetto acceleratore. E’stato osservato infatti che le calorie quotidiane divise in 4 o 5 pasti, anziché in 2 o 3, provochino un aumento del livello di combustione calorica e quindi di consumo di energia pari all’1-1,5%.

 

CIBI SI’ E CIBI NO
Per favorire l’attività di un metabolismo rallentato bisogna introdurre nell’organismo i cibi che possono facilitare lo svolgimento di queste reazioni chimiche, evitando quelli che invece lo ostacolano.

SI’
sì a frutta e verdura, che garantiscono un corretto apporto di sali minerai e vitamine. le vitamine in particolare sono molto utili nel favorire lo svolgimento dei processi metabolici. Sì alle proteine, contenute in carni, pesce e uova, alimenti che favoriscono il miglioramento del consumo di calorie da parte dell’organismo. Per questo molte diete dimagranti sono iperproteiche. Sì anche al caffè: si è visto che 5 tazzine al giorno accelerano i consumi calorici del 5%. Non bisogna, però, esagerare. Soprattutto chi è nervoso e iperteso non deve berne più di 1-2 tazzine al giorno.

NO
No ad alcune verdure della famiglia delle crucifere come cavoli, verze, broccoli e ravanelli, in alcune persone possono rallentare la funzione tiroidea e quindi il metabolismo. No ai grassi e agli zuccheri: i dolci, ricchi di zuccheri semplici, e gli alimenti grassi in genere, richiedono una digestione più lunga e laboriosa e possono interferire con le attività metaboliche. No alle bevande alcoliche e alle bibite dolcificate, ricche di calorie, che per essere smaltite rallentano il metabolismo.

IL PROGRAMMA

La dieta metabolica prevede circa 1.200/1400 calorie al giorno, va seguita per un mese e permette di eliminare fino a 4-5 chili. Per favorire il metabolismo è bene sforzarsi di mangiare a orari regolari; in particolare la cena non va consumata oltre le 21.00 (dopo una certa ora, infatti, le attività metaboliche sono più lente). I cibi vanno cotti alla griglia, al vapore, al forno a microonde e al cartoccio: il sapore rimane inalterato e non occorre aggiungere condimenti grassi. Per quanto riguarda i condimenti, sono previsti 3 cucchiaini d’olio extravergine d’oliva al giorno. Per insaporire i cibi si possono usare succo di limone, spezie e aromi a piacere. Bere almeno 2 litri di acqua oligominerale al giorno per eliminare le scorie prodotte dai processi metabolici. Non usare zucchero comune. Sostituirlo con fruttosio.

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Andrea Caccamo
Personal trainer

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La Dieta Primaverile

 

 

 

La primavera, si sa, è stagione di rinnovamento. E così anche il nostro organismo ha bisogno di depurarsi e ritrovare la giusta carica. Per questo motivo è opportuno cercare di eliminare dalla nostra dieta quei cibi che facilitano la produzione di sostanze tossiche e aumentare quelli che, al contrario, ne favoriscono l’eliminazione.

La maggior parte degli alimenti indicati nella dieta che vi propongo ha una funzione antiossidante: è cioè ricca di fattori protettivi che aiutano il sistema immunitario.

Dieci alimenti per depurare

Gli alimenti che non possono mancare nella nostra dieta depurativa sono (in ordine alfabetico):

  1. acqua: almeno 2 litri al giorno favoriscono l’eliminazione delle sostanze tossiche e idratano l’organismo.
  2. ananas: la sua azione diuretica è dovuta agli acidi organici in esso presenti. Combatte attivamente la ritenzione dei liquidi.
  3. asparagi: hanno solo 24 calorie per 100 g e un buon contenuto di fibra (2 g per 100 g) che aumenta il senso di sazietà e regola le funzioni intestinali. Gli asparagi sono anche validi alleati contro la ritenzione idrica poiché apportano un buon quantitativo di potassio (236 mg) e di saponine, sostanze naturali che determinano un’azione irritante a livello dell’epitelio renale con aumento della secrezione urinaria.
  4. frutti rossi: sono una miniera di antiossidanti che salvano le cellule dall’effetto dei radicali liberi; grazie a loro, nell’organismo entra in circolo una maggiore quantità di noradrenalina, sostanza che fa lavorare meglio e più in fretta le cellule adipose, e quindi ha un’azione dimagrante. Le more, i lamponi e i ribes sono ricchi di licopene e antocianine, pigmenti che facilitano il drenaggio dei liquidi e la circolazione vascolare. Per questo accelerano il sistema linfatico, la seconda via d’uscita delle scorie dopo l’intestino.
  5. prezzemolo: è ricco di vitamina C (che rinforza le nostre difese) e di vitamina A, contiene potassio e poco sodio e quindi è ottimo contro la ritenzione idrica. è fonte di apiolo, un olio essenziale che, oltre a donare profumo e sapore, svolge un’azione antibatterica.
  6. radicchio: ha proprietà depurative, diuretiche e lassative. L’effetto disintossicante gli è conferito da un gruppo di sostanze dalla spiccata azione stimolante sui succhi gastrici. In questo modo, vengono facilitate la digestione, la secrezione della bile, le funzioni urinarie e anche l’attività del fegato. Il radicchio verde, poi, è uno dei vegetali più ricchi di ferro (per rendere questo minerale più assimilabile basta irrorare con succo di limone: la vitamina C migliora la disponibilità del ferro).
  7. rucola: svolge un’azione stimolante e diuretica;
  8. tarassaco: a parte il basso contenuto calorico, questo tipo di cicoria contiene 316 mg di calcio e una grande quantità di vitamina A, ottimo alleata della nostra pelle.
  9. tè verde: oltre ad essere ricco di antiossidanti che ritardano l’invecchiamento cellulare, il tè verde è ricco di catechina, una sostanza che rende ancora più efficiente il lavoro del fegato.
  10. verdura varia: da consumarsi a volontà, poiché essendo ricca di acqua è l’alimento migliore per idratare e depurare l’organismo. Inoltre, la presenza di fibra è capace di ostacolare l’assorbimento di grassi e colesterolo .IMG_0388

Rimettersi in Forma con la Dieta Metabolica

C’è chi ci ha provato in ogni modo ed è perennemente a dieta, ma l’ago della bilancia si rifiuta di scendere. Ossessionato dall’idea di perdere peso, si è rivolto ai migliori nutrizionisti, ma con scarsi risultati. Questo perché l’organismo vive la dieta come un segnale di carestia, come “qualcosa” che manca, e quindi si difende producendo meno leptina (dal greco “leptos”, che vuol dire sottile), l’ormone del dimagrimento……In 15 anni di attività da esperto Nutrizionista con la Mia Dieta Metabolica piu di 1000 persone hanno avuto dei Risultati eccezionali e documentati (attraverso misurazioni percentuali di grasso e Test Metabolismo ) …….Non si perde peso e basta …ma grasso……..aumentando il metabolismo……Per favorire una velocizzazione del metabolismo bisogna introdurre nell’organismo quegli alimenti che possono facilitare lo svolgimento di queste reazioni chimiche, evitando quelli che invece lo ostacolano.

La dieta influisce sul metabolismo , per cui  i risultati sono duraturi nel tempo!!!

Andrea Caccamo
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Dieta prenatalizia, i consigli per arrivare in forma alle feste….

 

È scattato il conto alla rovescia. Manca circa un mese a Natale e sono molte le persone che desiderano perdere un paio di chili per potersi godere i cenoni e i pranzi senza sensi di colpa. Quale strategia utilizzare per arrivare in forma a Natale? Prima di tutto evitare una dieta drastica: dimagrire tanto e velocemente non permette al metabolismo di assestarsi correttamente e il rischio è quello di riprendere i chili con gli interessi.

Da cosa iniziare? Prima cosa non digiunare, anzi cercate di distribuire la vostra alimentazione su cinque pasti (di cui due spuntini).

Questa tecnica vi aiuterà a mantenere il metabolismo alto e a consumare quello che mangiate. Per ridurre le calorie è sufficiente evitare i dolci: caramelle, panettoni e pandori, cioccolatini, creme al mascarpone, ecc. devono essere banditi fino alle feste.

Tenete lontano dalla vostra mente il pensiero “Tanto dopo Natale mi metto davvero a dieta” o “c’è sempre tempo per perdere peso”. Non sono motivazioni corrette e non vi aiuteranno di certo in questo percorso. Cercate piuttosto di seguire un’alimentazione sana, ricca di verdura e di frutta. Contenete al massimo gli stravizi e in questa categoria devono essere racchiusi anche cocktail, liquori, amari, bibite ipercaloriche e snack confezionati.

Poi bisogna fare attenzione ai condimenti: l’olio e il burro possono essere parzialmente sostituiti con delle spezie (perfette anche per tagliare  un po’ il sale). Infine, non dimenticate mai di bere almeno 2 litri d’acqua al giorno: è il modo migliore per disintossicarsi in vista delle abbuffate, meglio se associando all’acqua anche tisane alle erbe depurative

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Cheesecake leggera

La cheesecake leggera è un dolce adatto per chi vuole rimanere in forma senza rinunciare al gusto! La cheesecake leggera è preparata con ingredienti a basso contenuto calorico, fresca e facile da preparare, ideale per terminare una cena estiva o per spezzare il pomeriggio con una merenda fresca. Il gusto dello yogurt rende la cheesecake leggera un dolce light, digeribile e con poche calorie!

 

 

Per preparare la cheesecake leggera iniziate predisponendo il fondo: mettete i biscotti integrali nel mixer (1), quindi sminuzzateli finemente (2). Ponete la margarina a sciogliere in un pentolino; nel frattempo mettete i biscotti sminuzzati in una ciotola e aggiungete a poco a poco la margarina sciolta (3) amalgamando per bene il tutto. Imburrate una tortiera, meglio se a cerchio apribile, del diametro di 22 cm; ritagliate un disco di carta forno dello stesso diametro del fondo della tortiera e due strisce della stessa altezza dei bordi, quindi foderate la tortiera stessa. Versate i biscotti sbriciolati nella tortiera ricoperta di carta forno e con l’aiuto di un cucchiaio compattate bene la base di biscotto. Fate raffreddare il composto in frigorifero per mezz’ora o in freezer per una decina di minuti.

Cheesecake light
Ora dedicatevi al ripieno: ponete il Philadelphia light in una planetaria, aggiungete il fruttosio (4) e azionate le fruste per amalgamare gli ingredienti. Intanto ammorbidite in acqua fredda la colla di pesce per 10 minuti circa, poi strizzatela bene (5) e scioglietela in due cucchiai di acqua calda. Incorporate la colla di pesce sciolta nell’acqua alla crema di Philadelphia light(6),

Cheesecake light

poi unite lo yogurt magro (7) e continuate a mescolare con le fruste fino ad ottenere un composto omogeneo. A questo punto la crema è pronta, versatela sulla base di biscotto (8), ormai fredda e compatta, e riponete in frigorifero la vostra cheesecake leggera per almeno 4 ore per farla rassodare (9).

Cheesecake light